- Cos'è il check-up fertilità donna?
- Quando fare un controllo della fertilità?
- Quali esami fare per controllare la fertilità femminile?
- Come si svolge?
- Quanto costa un check-up fertilità donna?
- Dove fare un check-up fertilità donna?
- Domande Frequenti
Cos'è il check-up fertilità donna?
Il check-up fertilità donna è un percorso di valutazione composto da visite, esami e analisi mirate a studiare la salute riproduttiva femminile e a individuare eventuali fattori che potrebbero rendere più difficile il concepimento.
Uno studio pubblicato su Scientific Reports, nota rivista scientifica internazionale, ha analizzato i dati del Global Burden of Disease (GBD) 2021, uno dei più importanti database epidemiologici globali utilizzati per monitorare l’andamento delle malattie e delle condizioni di salute nei diversi Paesi del mondo. I risultati evidenziato un incremento molto significativo dei problemi di fertilità femminile negli ultimi decenni:
- Nel 2021 la prevalenza globale dell’infertilità femminile è stata stimata in oltre 110 milioni di donne;
- Rispetto al 1990 si è registrato un aumento di circa 84,4% dei casi;
- La fascia più colpita è risultata quella tra i 35 e i 39 anni;
- Le proiezioni indicano un’ulteriore crescita del problema fino al 2050.
Gli autori sottolineano inoltre come il peso dell’infertilità femminile vari notevolmente tra le diverse aree del mondo, ma evidenziano un trend globale di progressivo aumento e un’insorgenza sempre più precoce delle problematiche riproduttive.

Quando fare un controllo della fertilità?
Generalmente il check-up fertilità viene consigliato quando una gravidanza non arriva dopo un periodo di rapporti non protetti, in particolare:
- Dopo circa 12 mesi nelle donne sotto i 35 anni;
- Dopo circa 6 mesi nelle donne oltre i 35 anni.
In alcuni casi, il controllo della fertilità può essere utile anche prima, ad esempio in presenza di:
- Ciclo irregolare;
- Endometriosi;
- Interventi ginecologici pregressi;
- Disturbi ormonali;
- Sospette problematiche ovariche;
- Desiderio di valutare la propria riserva ovarica.
Poiché le cause dell'infertilità possono essere molteplici, il percorso diagnostico viene generalmente personalizzato in base all'età, alla storia clinica e ai sintomi della paziente. Inoltre, è importante che vengano valutati entrambi i partner, poiché le difficoltà di concepimento potrebbero dipendere anche da fattori maschili.
Un interessante approfondimento sul tema della fertilità femminile è stato pubblicato da Cleveland Clinic, portale divulgativo di uno dei più autorevoli centri medici accademici statunitensi. Nell’intervista la dott.ssa Marjan Attaran, ginecologa americana esperta in endocrinologia riproduttiva e infertilità femminile, sottolinea come la fertilità sia un processo molto più complesso di quanto comunemente si pensi:
“Molte pazienti - spiega la dott.ssa Attaran - rimangono sorprese quando scoprono che la probabilità di una gravidanza ogni mese è relativamente bassa. Devono verificarsi correttamente moltissimi passaggi: ovulazione, qualità dell’ovocita, incontro con lo spermatozoo, trasporto dell’embrione e impianto nell’utero".
"L’età - prosegue l'esperta - rappresenta il fattore di rischio più importante per la fertilità femminile. Dopo i 35 anni si osserva un calo significativo, mentre dopo i 40 anni la riduzione della fertilità diventa molto più marcata. Le donne che hanno una familiarità per menopausa precoce non dovrebbero attendere troppo per cercare una gravidanza. In alcuni casi può essere utile valutare precocemente la fertilità o considerare la preservazione degli ovociti”.
Quali esami fare per controllare la fertilità femminile?
Il primo passo di un check-up fertilità donna consiste generalmente in una serie di analisi del sangue ormonali, utili per valutare il funzionamento ovarico, l’ovulazione e la riserva ovarica. In base ai risultati, il ginecologo può poi richiedere ulteriori esami di approfondimento.
Molti test vengono eseguiti nei primi giorni del ciclo mestruale, solitamente tra il 2° e il 5° giorno, perché in questa fase i valori ormonali risultano più utili per la valutazione della fertilità.
FSH (Ormone follicolo-stimolante)
L’FSH aiuta a valutare la funzionalità ovarica e la capacità delle ovaie di produrre follicoli. Valori elevati possono suggerire una riduzione della riserva ovarica.
LH (Ormone luteinizzante)
L’LH è coinvolto nel processo di ovulazione. Alterazioni dei suoi valori possono essere associate a disturbi ovulatori o condizioni come l’ovaio policistico.
Estradiolo
L’estradiolo è uno dei principali ormoni femminili prodotti dalle ovaie. Serve a valutare l’attività ovarica e il corretto sviluppo follicolare.
Progesterone
Viene generalmente dosato intorno al 21° giorno del ciclo per verificare se l’ovulazione sia effettivamente avvenuta.
Prolattina (PRL)
Livelli elevati di prolattina possono interferire con l’ovulazione e con la regolarità del ciclo mestruale.
TSH
Il TSH valuta la funzionalità della tiroide. Disturbi tiroidei possono influenzare fertilità, ovulazione e regolarità del ciclo.
AMH (Ormone Anti-Mulleriano)
L’AMH è uno degli esami più utilizzati per stimare la riserva ovarica, cioè il numero indicativo di follicoli ancora disponibili nelle ovaie.
Ecografia transvaginale
Permette di studiare ovaie e utero, valutare la presenza di follicoli e identificare eventuali anomalie ginecologiche.
Isterosalpingografia (HSG)
È un esame radiologico utilizzato per verificare la pervietà delle tube di Falloppio e individuare eventuali ostruzioni.
Isteroscopia
Consente di osservare direttamente la cavità uterina per identificare polipi, fibromi o alterazioni dell’endometrio.
Pap test e HPV test
Possono essere richiesti per valutare la salute del collo dell’utero e identificare eventuali infezioni da HPV.
Cariotipo
In alcuni casi viene eseguito uno studio genetico per identificare eventuali anomalie cromosomiche che potrebbero influenzare la fertilità.
| Esame | A cosa serve |
| FSH | Valuta la funzionalità ovarica |
| LH | Studia ovulazione e equilibrio ormonale |
| Estradiolo | Analizza l'attività ovarica |
| Progesterone | Conferma l'avvenuta ovulazione |
| Prolattina | Verifica eventuali alterazioni ormonali |
| TSH | Controlla la funzione tiroidea |
| AMH | Valuta la riserva ovarica |
| Ecografia transvaginale | Studia ovaie e utero |
| Isterosalpinografia | Controlla la pervietà delle tube |
| Isteroscopia | Analizza la cavità uterina |
| Pap test/HPV test | Valutano la salute della cervice |
| Cariotipo | Ricerca eventuali anomalie genetiche |
Come si svolge?
Il percorso inizia generalmente con una prima visita ginecologica, considerata fondamentale per impostare correttamente tutto il check-up fertilità. Durante l’incontro, lo specialista raccoglie informazioni sulla storia clinica della paziente, sul ciclo mestruale, su eventuali gravidanze precedenti, interventi ginecologici, disturbi ormonali, stile di vita e abitudini alimentari. Nel corso della visita possono essere eseguiti:
- Ecografia transvaginale;
- Pap test;
- Valutazione dell’ovulazione e della regolarità del ciclo.
Sulla base dei sintomi, dell’età e della situazione clinica, il ginecologo stabilisce poi quali esami siano più indicati. Nella maggior parte dei casi il primo step comprende analisi ormonali del sangue, spesso eseguite nei primi giorni del ciclo mestruale. Successivamente il percorso può prevedere ulteriori approfondimenti diagnostici (ecografie, isterosalpinografia, isteroscopia, test genetici, biopsia endometriale).
In presenza di sospette alterazioni ormonali o problemi ovulatori possono essere richiesti esami più specifici, mentre in caso di anomalie strutturali il ginecologo può indicare esami strumentali di secondo livello, come ad esempio:
- Ecografie transvaginali avanzate;
- Sonoisterosalpingografia;
- Risonanza magnetica pelvica;
- Isteroscopia diagnostica;
- Laparoscopia diagnostica, utilizzata soprattutto nei casi di sospetta endometriosi o aderenze pelviche.
Questi approfondimenti servono a valutare in modo più preciso utero, ovaie, tube e cavità pelvica, così da identificare eventuali condizioni che potrebbero ridurre la fertilità o ostacolare il concepimento.
Quanto costa un check-up fertilità donna?
Il costo di un check-up fertilità donna può variare in base al numero di esami richiesti e al livello di approfondimento del percorso diagnostico.
Generalmente, le sole analisi del sangue ormonali hanno un costo indicativo compreso tra 50 e 80 €. Con l'aggiunta della visita ginecologica, dell'ecografia transvaginale e del Pap test, il costo può aumentare di circa 100 – 150 €. Se sono necessari ulteriori approfondimenti, come isterosalpingografia, isteroscopia, test genetici o altri esami specialistici, il costo complessivo del percorso può arrivare indicativamente tra 350 e 500 €.
Dove fare un check-up fertilità donna?
È possibile effettuare un check-up fertilità donna presso centri di ginecologia, cliniche specializzate in fertilità e strutture dedicate alla procreazione medicalmente assistita.
Una delle opzioni è EccellenzaMedica.it, portale di prenotazioni mediche online che consente di trovare centri d'eccellenza e specialisti nelle principali città italiane (Roma, Napoli, Milano, Torino, Firenze, Bologna, Palermo etc.).
In alternativa, il percorso può essere svolto anche presso ospedali pubblici, poliambulatori privati o centri specializzati in medicina della riproduzione.
Domande frequenti
Come capire se una donna è fertile?
Per valutare la fertilità femminile possono essere utili analisi ormonali, ecografia ovarica, monitoraggio dell’ovulazione e valutazione della riserva ovarica.
Quali valori indicano problemi di fertilità?
Alterazioni di FSH, LH, AMH, prolattina, progesterone o TSH possono suggerire problemi ovulatori o riduzione della riserva ovarica.
A quale medico rivolgersi per problemi di fertilità?
Generalmente è consigliato rivolgersi a un ginecologo esperto in fertilità o medicina della riproduzione.
Quanto dura un check-up fertilità donna?
La prima visita dura solitamente tra 30 e 60 minuti. L’intero percorso può richiedere giorni o settimane in base agli esami necessari. Se, invece, consideriamo il tempo necessario affinché sia possibile avere una gravidanza non è possibile fornire indicazioni precise.
Sul sito della Cleveland Clinic molto utile è la testimonianza di Robin Bacho, donna americana che ha combattuto per anni con problemi di infertilità associati a sindrome dell’ovaio policistico. Nel racconto emerge con forza il peso emotivo del percorso, ma anche l’importanza di continuare ad approfondire e non perdere la speranza:
“È stato un processo lento e doloroso - spiega Robin - . Dopo l’aborto spontaneo mi sentivo vuota e senza emozioni. Ma continuavo a entrare ogni mattina nella cameretta che avevamo preparato, immaginando i suoni, gli odori e la gioia che avremmo provato un giorno. Quando abbiamo iniziato un secondo ciclo di fecondazione in vitro ci dissero che avevamo una sola vera possibilità. Ma a volte basta una sola occasione”. Dopo ulteriori controlli specialistici e un nuovo percorso di fecondazione assistita, Robin è infatti riuscita a portare avanti con successo la gravidanza e a diventare madre.
Il check-up fertilità comprende l’AMH?
Sì, molto spesso il dosaggio dell’AMH viene incluso perché aiuta a valutare la riserva ovarica.
L’ecografia ovarica serve per controllare la fertilità?
Sì. L’ecografia transvaginale permette di valutare ovaie, follicoli e utero.
È possibile controllare la fertilità anche senza cercare una gravidanza?
Sì. Alcune donne eseguono il check-up per valutare la propria riserva ovarica o programmare una gravidanza futura.
A che età è consigliato fare un check-up fertilità?
Può essere utile a qualsiasi età in presenza di dubbi o sintomi. Dopo i 35 anni viene spesso consigliato non rimandare eventuali controlli.
Il check-up fertilità può evidenziare problemi ormonali?
Sì. Alterazioni tiroidee, disturbi ovulatori o squilibri ormonali possono emergere dagli esami del sangue.
Il partner maschile deve fare controlli?
Sì. Le principali società scientifiche raccomandano di valutare entrambi i partner, poiché le difficoltà di concepimento possono dipendere sia da fattori femminili sia maschili.
Fonti e bibliografia
- Liu, J., Qin, Y., Liu, H. et al. Global, regional, and national burden of female infertility and trends from 1990 to 2021 with projections to 2050 based on the GBD 2021 analysis. Sci Rep 15, 17559 (2025). Doi.org/10.1038/s41598-025-01498-x;
- My.clevelandclinic.org/podcasts/health-essentials/infertility-your-questions-answered-with-dr-marjan-attaran;
- My.clevelandclinic.org/patient-stories/328-baby-blues-turn-to-joy-for-couple-struggling-with-infertility.

