- Si può prevenire la trombosi?
- Chi è più a rischio di trombosi?
- Cosa si può fare per prevenire la trombosi?
- Quali esami fare?
- Quali sono i farmaci per prevenire i trombi?
- Cosa mangiare?
- Domande Frequenti
Si può prevenire la trombosi?
La trombosi rappresenta una delle principali malattie cardiovascolari. Dopo infarto e ictus, è considerata la terza patologia cardiovascolare più frequente. Si verifica quando un trombo (coagulo di sangue) si forma all'interno di un'arteria o di una vena, ostacolando il normale flusso sanguigno. La forma più comune è la trombosi venosa profonda (TVP), che interessa soprattutto gli arti inferiori e che può complicarsi con un'embolia polmonare, condizione potenzialmente molto grave.
Sebbene non sia possibile eliminare completamente il rischio, oggi numerose evidenze scientifiche dimostrano che molti episodi trombotici possono essere evitati attraverso un'adeguata prevenzione. Il controllo dei principali fattori di rischio, uno stile di vita sano, la mobilizzazione precoce dopo interventi chirurgici o periodi di immobilità e, nei pazienti più esposti, l'impiego di specifiche misure preventive consentono di ridurre in modo significativo la probabilità di sviluppare un trombo.
L'importanza della prevenzione è confermata anche dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC), secondo cui fino al 70% dei casi di tromboembolismo venoso associato all'ospedalizzazione potrebbe essere prevenuto mediante un'appropriata profilassi farmacologica o meccanica nei pazienti a rischio.
Per questo motivo, riconoscere precocemente le situazioni predisponenti e adottare strategie preventive ad hoc rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di trombosi e delle sue possibili complicanze.

Chi è più a rischio di trombosi?
La trombosi può colpire chiunque, ma alcune persone presentano una probabilità significativamente maggiore di sviluppare un trombo. Il rischio aumenta quando sono presenti uno o più fattori predisponenti, soprattutto se associati tra loro. Alcuni fattori non possono essere modificati, mentre altri dipendono dallo stile di vita o da particolari condizioni cliniche e possono essere controllati o ridotti attraverso un'adeguata prevenzione.
| Fattori di rischio non modificabili | Fattori di rischio modificabili o condizioni predisponenti |
|
|
Tra tutti questi fattori, l'immobilità prolungata rappresenta uno dei principali elementi predisponenti. Restare fermi per diversi giorni, come dopo un intervento chirurgico o durante un ricovero ospedaliero, rallenta infatti il ritorno del sangue verso il cuore e favorisce la formazione di coaguli. Anche i viaggi di lunga durata, soprattutto superiori alle quattro ore, possono aumentare il rischio nelle persone già predisposte.
Il rischio di trombosi tende inoltre ad aumentare quando coesistono più fattori predisponenti. Ad esempio, una persona anziana, fumatrice, obesa e sottoposta a un intervento chirurgico ha una probabilità più alta di sviluppare una trombosi rispetto a chi presenta un solo fattore di rischio. Per questo motivo è importante valutare sempre il rischio individuale insieme al medico, così da adottare le strategie preventive più appropriate.
Cosa si può fare per prevenire la trombosi?
Nella maggior parte dei casi, la prevenzione della trombosi si basa sull'adozione di corrette abitudini di vita e sul controllo dei principali fattori di rischio. Nelle persone considerate a rischio elevato, il medico potrebbe inoltre raccomandare specifiche misure preventive. Ecco i principali comportamenti che contribuiscono a ridurre il rischio di formazione di trombi:
- Mantenersi fisicamente attivi, evitando uno stile di vita sedentario e praticando regolarmente attività fisica;
- Limitare i periodi di immobilità prolungata, alzandosi e muovendo le gambe durante lunghi viaggi o quando si rimane seduti per molte ore;
- Mantenere un peso corporeo nella norma, riducendo uno dei principali fattori di rischio modificabili;
- Bere acqua a sufficienza, soprattutto durante la stagione calda, in viaggio o quando si svolge attività fisica;
- Smettere di fumare, poiché il fumo favorisce il danneggiamento dei vasi sanguigni e aumenta il rischio trombotico;
- Seguire le indicazioni del medico dopo un intervento chirurgico, durante un ricovero o in presenza di condizioni che aumentano il rischio di trombosi;
- Utilizzare calze elastiche o altri dispositivi di compressione, quando prescritti, per favorire il ritorno venoso negli arti inferiori;
- Assumere eventuali farmaci preventivi solo se prescritti, senza ricorrere all'automedicazione.
È importante ricordare che non esiste una misura preventiva valida per tutti. Le strategie più efficaci dipendono dall'età, dalle condizioni di salute, dalla presenza di eventuali fattori di rischio e dal contesto clinico. Per questo motivo la prevenzione della trombosi dovrebbe sempre essere personalizzata sulla base della valutazione del medico.
Quali esami fare?
Non esiste un singolo esame in grado di prevedere con certezza la comparsa di una trombosi. La scelta degli accertamenti dipende infatti dal profilo di rischio della persona. L'obiettivo degli esami non è soltanto diagnosticare una trombosi già in atto, ma anche individuare eventuali fattori predisponenti e stabilire se siano necessari ulteriori approfondimenti o strategie preventive.
Esami del sangue
Le analisi del sangue rappresentano spesso il primo passo nella valutazione del rischio trombotico. Oltre a fornire informazioni sullo stato generale di salute, possono evidenziare alterazioni della coagulazione o condizioni che aumentano la probabilità di sviluppare un trombo. Tra gli esami più frequentemente richiesti rientrano:
- Emocromo, per valutare globuli rossi, globuli bianchi e piastrine;
- Esami della coagulazione (PT, INR e aPTT), che analizzano il funzionamento del sistema coagulativo;
- Fibrinogeno, una delle principali proteine coinvolte nella formazione del coagulo;
- Creatinina e funzionalità renale, utili soprattutto nei pazienti che potrebbero necessitare di una terapia anticoagulante;
- Esami della funzionalità epatica, poiché il fegato produce numerosi fattori della coagulazione.
D-dimero
Tra gli esami di laboratorio più conosciuti vi è il D-dimero, una sostanza che viene prodotta dall'organismo quando un coagulo di sangue si forma e successivamente viene degradato.
Valori elevati possono suggerire la presenza di un processo trombotico, ma non sono sufficienti da soli per diagnosticare una trombosi. Ciò in quanto tali valori potrebbero aumentare anche in presenza di altre condizioni (infezioni, infiammazioni, gravidanza, traumi o interventi chirurgici recenti).
Per questo motivo il D-dimero non è un esame di screening da eseguire di routine nelle persone sane. Viene utilizzato soprattutto quando il medico sospetta una trombosi venosa profonda o un'embolia polmonare. Se il risultato è negativo e la probabilità clinica è bassa, il test è molto utile per escludere la presenza di un trombo; in caso di positività, invece, sono generalmente necessari ulteriori accertamenti diagnostici.
Screening per la trombofilia
Quando una trombosi si manifesta in giovane età, tende a ripresentarsi oppure è presente una forte familiarità, il medico può richiedere uno screening per la trombofilia. Si tratta di un insieme di esami del sangue che ha lo scopo di individuare eventuali alterazioni ereditarie o acquisite della coagulazione che aumentano la predisposizione alla formazione di trombi.
Tra i test più frequentemente prescritti figurano la ricerca della mutazione del Fattore V Leiden, della mutazione del gene della Protrombina (Fattore II G20210A), il dosaggio di Proteina C, Proteina S e Antitrombina, oltre agli esami per la diagnosi della sindrome da anticorpi antifosfolipidi, come l'anticoagulante lupico e gli anticorpi anticardiolipina e anti-β2-glicoproteina I.
Questi esami vengono prescritti quando il loro risultato può modificare il percorso diagnostico o terapeutico del paziente.
Esami strumentali
Quando sono presenti sintomi compatibili con una trombosi oppure il rischio clinico è elevato, il medico può prescrivere alcuni esami di diagnostica per immagini.
L'ecocolordoppler venoso rappresenta l'esame di riferimento per diagnosticare la trombosi venosa profonda degli arti inferiori. Grazie agli ultrasuoni consente infatti di visualizzare il flusso del sangue all'interno delle vene e di individuare l'eventuale presenza di un trombo in modo rapido, indolore e non invasivo.
In situazioni particolari possono essere indicati anche altri accertamenti, come l'angio-TC polmonare, utilizzata quando si sospetta un'embolia polmonare, oppure la risonanza magnetica, impiegata soprattutto per studiare trombosi localizzate in sedi meno comuni, come l'addome o la pelvi.
Quali sono i farmaci per prevenire i trombi?
In alcune persone la prevenzione della trombosi può richiedere, oltre alle modifiche dello stile di vita, anche una terapia farmacologica. I farmaci non sono però indicati per tutti. È necessario, infatti, considerare diversi fattori, in particolare:
- Rischio individuale;
- Presenza di precedenti episodi trombotici;
- Eventuali interventi chirurgici;
- Gravidanza;
- Fibrillazione atriale;
- Altre condizioni che aumentano la probabilità di sviluppare un coagulo.
L'obiettivo della terapia è ridurre la formazione di trombi senza aumentare eccessivamente il rischio di sanguinamento. Per questo motivo la scelta del trattamento deve essere sempre effettuata dal medico dopo un'attenta valutazione del rapporto tra benefici e possibili effetti indesiderati.
Anticoagulanti
Gli anticoagulanti rappresentano i farmaci più utilizzati per prevenire la trombosi venosa profonda e l'embolia polmonare nei pazienti a rischio. Agiscono interferendo con il processo della coagulazione e riducono la probabilità che si formino nuovi coaguli. Tra i principi attivi più prescritti rientrano:
- Warfarin;
- Apixaban;
- Rivaroxaban;
- Dabigatran;
- Edoxaban.
La scelta del farmaco varia in base alle caratteristiche del paziente e alla condizione da trattare.
Eparine
Le eparine, come l'enoxaparina, vengono impiegate soprattutto nella prevenzione della trombosi durante il ricovero ospedaliero oppure dopo alcuni interventi chirurgici, in particolare quelli ortopedici. Vengono somministrate mediante iniezione sottocutanea e garantiscono una protezione immediata nei periodi in cui il rischio trombotico è particolarmente elevato.
Farmaci antiaggreganti
I farmaci antiaggreganti, come l'aspirina o il clopidogrel, riducono la capacità delle piastrine di aggregarsi e sono utilizzati principalmente nella prevenzione delle trombosi arteriose, ad esempio nelle persone con malattia coronarica, dopo l'impianto di uno stent o in alcune forme di arteriopatia periferica. A differenza degli anticoagulanti, non rappresentano il trattamento di riferimento per la prevenzione della trombosi venosa profonda, salvo specifiche indicazioni dello specialista.
Cosa mangiare?
L'alimentazione può contribuire alla prevenzione della trombosi, anche se non esistono alimenti in grado di impedire da soli la formazione di un trombo. Le evidenze scientifiche suggeriscono infatti che il rischio trombotico è influenzato dal modello alimentare nel suo complesso, che può agire attraverso diversi meccanismi.
Per questo motivo, gli specialisti raccomandano di seguire con costanza un'alimentazione equilibrata piuttosto che concentrarsi su singoli alimenti o integratori. I benefici derivano infatti dalle abitudini alimentari mantenute nel tempo.
Gli alimenti consigliati
Una dieta orientata alla salute vascolare dovrebbe privilegiare alimenti freschi, poco processati e ricchi di fibre, vitamine, antiossidanti e grassi insaturi. In particolare, è consigliabile consumare regolarmente:
- Frutta fresca;
- Verdura di stagione;
- Cereali integrali;
- Legumi;
- Pesce, soprattutto quello ricco di acidi grassi omega-3;
- Carni magre e pollame;
- Frutta secca e semi oleosi;
- Olio extravergine di oliva come principale fonte di grassi.
Nel complesso, questi alimenti favoriscono una dieta ricca di nutrienti utili per la salute dei vasi sanguigni e possono contribuire a tenere sotto controlo alcuni fattori associati a un maggior rischio trombotico, come sovrappeso, infiammazione e alterazioni metaboliche.
Anche bere acqua a sufficienza rappresenta una semplice ma importante misura di prevenzione. Una corretta idratazione aiuta infatti a mantenere una normale fluidità del sangue e favorisce una buona circolazione.
Prestare attenzione all'apporto di liquidi è particolarmente importante durante i mesi estivi, nei lunghi viaggi, dopo un intervento chirurgico o in tutte quelle situazioni in cui si tende a muoversi poco o a perdere molti liquidi.
Gli alimenti da limitare
Per favorire la salute dei vasi sanguigni è consigliabile limitare il consumo di:
- Alimenti ultra-processati;
- Prodotti ricchi di zuccheri aggiunti;
- Bevande zuccherate;
- Carni rosse e carni lavorate;
- Alimenti ricchi di grassi saturi e grassi trans;
- Prodotti ad elevato contenuto di sale;
- Bevande alcoliche, da consumare solo con moderazione.
Questo tipo di alimentazione aiuta anche a mantenere un peso corporeo adeguato. L'obesità rappresenta infatti uno dei principali fattori di rischio per la trombosi venosa profonda, poiché aumenta la pressione sulle vene degli arti inferiori e può favorire il rallentamento del flusso sanguigno.
Domande frequenti
Quanto camminare al giorno per prevenire la trombosi?
Non esiste un numero minimo di minuti specifico per prevenire la trombosi. In generale, è consigliabile svolgere almeno 150 minuti di attività fisica moderata alla settimana, ad esempio camminando circa 30 minuti al giorno per 5 giorni, evitando soprattutto lunghi periodi di immobilità.
Come prevenire la trombosi in modo naturale?
La prevenzione naturale della trombosi si basa su uno stile di vita sano: fare regolare attività fisica, seguire un'alimentazione equilibrata, mantenersi ben idratati, evitare il fumo, controllare il peso corporeo e interrompere frequentemente i periodi di sedentarietà. Queste abitudini aiutano a favorire una buona circolazione e a ridurre il rischio di formazione di coaguli.
Quali esercizi fare per prevenire la trombosi?
Per favorire la circolazione e ridurre il rischio di trombosi, soprattutto durante periodi prolungati di sedentarietà, sono consigliati semplici esercizi di mobilizzazione, come:
- Rotazioni delle caviglie;
- Sollevare alternativamente punta e tallone dei piedi;
- Flessioni ed estensioni delle ginocchia da seduti;
- Brevi camminate ogni 1-2 ore;
- Esercizi di stretching per gambe e braccia.
Questi movimenti aiutano ad attivare i muscoli del polpaccio, favorendo il ritorno venoso e riducendo il ristagno di sangue nelle gambe. In presenza di fattori di rischio o dopo un intervento chirurgico, è comunque opportuno seguire le indicazioni del medico.
Quali valori del sangue indicano rischio di trombosi?
Non esiste un singolo valore del sangue che indichi con certezza il rischio di trombosi. Il medico può valutare esami come D-dimero, omocisteina, lipoproteina(a) e alcuni test della coagulazione, insieme agli esami per la trombofilia, quando sono clinicamente indicati.
Come prevenire la trombosi alle gambe?
Per ridurre il rischio di trombosi alle gambe è consigliabile mantenersi attivi, evitare lunghi periodi seduti o in piedi, bere a sufficienza, mantenere un peso adeguato e non fumare. Nelle persone a rischio possono essere indicate anche calze elastiche o farmaci prescritti dal medico.
Come prevenire la trombosi in gravidanza?
Per ridurre il rischio di trombosi in gravidanza è consigliabile:
- Mantenere uno stile di vita attivo, compatibilmente con la gravidanza;
- Evitare lunghi periodi di immobilità;
- Mantenere un peso adeguato;
- Smettere di fumare;
- Bere a sufficienza;
- Alzarsi e camminare il prima possibile dopo il parto, soprattutto dopo un taglio cesareo.
Nelle donne con fattori di rischio elevati, il ginecologo o l'ematologo può valutare anche misure preventive specifiche, come la terapia anticoagulante.
Come prevenire la trombosi in aereo?
Durante i voli superiori alle 4-6 ore è consigliabile:
- Bere acqua regolarmente per evitare la disidratazione;
- Limitare alcol e caffeina;
- Eseguire periodicamente esercizi di mobilizzazione delle gambe e delle caviglie;
- Alzarsi e camminare quando possibile;
- Evitare di tenere bagagli sotto il sedile, così da avere più spazio per muovere le gambe.
La Dott.ssa Danielle Bajakian, chirurgo vascolare e direttrice del Vein Program del NewYork-Presbyterian/Columbia University Irving Medical Center, ricorda in un'intervista pubblicata su Columbiasurgery.org che: "Gli esercizi per i polpacci e lo stretching sono molto importanti. Favoriscono la circolazione e aiutano a ridurre il rischio di trombosi durante i voli lunghi".
Se si è già avuta una trombosi o si presenta un rischio elevato, è opportuno consultare il proprio medico prima di affrontare un viaggio aereo di lunga durata.
Amaris White, sopravvissuta a una trombosi venosa profonda con embolie polmonari durante un viaggio nel Sud-est asiatico, ha raccontato sul sito del Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di aver compreso solo dopo la diagnosi quanto sia importante muovere regolarmente le gambe durante i voli di lunga durata: "Oggi so che durante i viaggi lunghi è consigliabile muovere le gambe e contrarre periodicamente i muscoli dei polpacci per contribuire a ridurre il rischio di trombosi".
Come prevenire la trombosi cerebrale?
La trombosi cerebrale è una forma di ictus ischemico causata dall'ostruzione di un'arteria che porta sangue al cervello. Per ridurne il rischio è importante adottare uno stile di vita sano e controllare i principali fattori di rischio cardiovascolare. In particolare, è consigliabile:
- Praticare regolarmente attività fisica;
- Seguire un'alimentazione equilibrata ricca di frutta, verdura, cereali integrali e pesce;
- Mantenersi ben idratati;
- Evitare lunghi periodi di immobilità;
- Non fumare;
- Controllare pressione arteriosa, colesterolo e diabete;
- Gestire lo stress con tecniche di rilassamento e uno stile di vita equilibrato.
Queste semplici abitudini favoriscono una buona circolazione sanguigna e contribuiscono a ridurre il rischio di formazione di trombi anche a livello cerebrale.
A quale medico rivolgersi per prevenire la trombosi?
Per la prevenzione della trombosi è consigliabile rivolgersi inizialmente al medico di medicina generale, che può valutare i fattori di rischio e indirizzare verso lo specialista più appropriato. Nella maggior parte dei casi, il riferimento principale è l'ematologo, esperto delle malattie della coagulazione e delle trombofilie. A seconda della situazione clinica possono essere coinvolti anche altri specialisti, tra cui:
- Ematologo, per la valutazione delle trombofilie e del rischio trombotico;
- Chirurgo vascolare, per problemi delle vene e della circolazione degli arti;
- Cardiologo, quando la trombosi è correlata a patologie cardiovascolari, come la fibrillazione atriale.
Fonti e bibliografia
- Cdc.gov/blood-clots/data-research/facts-stats/index.html;
- Columbiasurgery.org/news/2019/02/27/how-avoid-blood-clots-when-flying-advice-vascular-surgeon;
- Cdc.gov/blood-clots/stories/personal-story-amaris-white.html.

