- Cos’è lo screening ginecologico?
- Quali controlli rientrano nello screening ginecologico?
- Quando fare lo screening ginecologico in base all’età e al rischio?
- Qual è la differenza tra screening, visita e check-up ginecologico?
- Cosa può individuare lo screening ginecologico e quali sono i suoi limiti?
- Screening ginecologico gratuito o privato: costi e modalità di accesso
- Domande Frequenti
Lo screening ginecologico comprende i controlli eseguiti in assenza di sintomi per individuare precocemente alcune patologie dell’apparato riproduttivo femminile. Secondo l’Osservatorio Nazionale Screening, nel 2025 sono state invitate allo screening cervicale oltre 3,6 milioni di donne. L’adesione corretta si è fermata però al 43,5%. Conoscere quali controlli sono realmente utili aiuta quindi a evitare sia esami non necessari sia ritardi nella prevenzione.
Cos’è lo screening ginecologico?
Lo screening ginecologico è un percorso di prevenzione rivolto a persone che non presentano sintomi. L'obiettivo è individuare un rischio o un’alterazione iniziale prima che provochi disturbi evidenti. Non coincide con un singolo esame. Un programma di screening comprende:
- Individuazione della popolazione a cui proporre il controllo;
- Esecuzione periodica di un test validato;
- Comunicazione del risultato;
- Eventuali esami di approfondimento;
- Trattamento o sorveglianza delle alterazioni riscontrate.
Un risultato positivo non conferma automaticamente una malattia ma suggerisce la necessità di ulteriori accertamenti. Allo stesso modo, un risultato negativo non esclude la possibilità che una patologia possa in futuro comparire. Se sono già presenti sanguinamenti anomali, dolore pelvico persistente, perdite insolite o altri disturbi, è necessaria una valutazione ginecologica mirata.

Quali controlli rientrano nello screening ginecologico?
Nelle donne asintomatiche e con rischio medio, il principale screening ginecologico oncologico validato riguarda la cervice uterina. Gli altri controlli possono integrare la prevenzione, ma il medico li prescrive in base a età, storia clinica e fattori di rischio.
| Controllo | Cosa valuta |
| HPV test | Ricerca i tipi di papillomavirus ad alto rischio associati alle lesioni cervicali. |
| Pap test | Analizza le cellule della cervice e individua eventuali alterazioni. |
| Visita ginecologica | Raccoglie la storia clinica e valuta disturbi, ciclo, contraccezione, menopausa e fattori di rischio. |
| Dosaggio del CA-125 | Misura nel sangue una proteina che può aumentare in presenza di un tumore ovarico, ma anche per condizioni benigne come endometriosi, fibromi o infiammazioni pelviche. |
| Esame pelvico | Permette di osservare vulva, vagina e cervice e, quando indicato, di valutare utero e ovaie mediante palpazione. |
| Ecografia transvaginale | Esamina utero, endometrio e ovaie, ma non è uno screening oncologico universale. |
| Test per infezioni sessualmente trasmesse | Vengono proposti in presenza di specifici comportamenti, esposizioni o fasce di età a rischio. |
Nelle donne asintomatiche e con rischio medio, l’ecografia transvaginale e il dosaggio del CA-125 non devono essere utilizzati automaticamente per cercare un tumore ovarico. La United States Preventive Services Task Force, gruppo indipendente che valuta le prove sull'efficacia dei servizi di medicina preventiva, ha concluso che questi controlli non riducono la mortalità e possono generare falsi positivi nonché interventi inutili.
Anche per il tumore dell’endometrio non esiste un test di routine destinato alla popolazione generale. Il National Cancer Institute, l’istituto oncologico federale statunitense, precisa inoltre che il Pap test non è progettato per individuare questo tumore. In presenza di sanguinamenti anomali, però, il ginecologo può prescrivere ecografia, isteroscopia o biopsia endometriale.
Quando fare lo screening ginecologico in base all’età e al rischio?
Non esistono indicazioni identiche per tutti i controlli ginecologici. Le scadenze definite riguardano soprattutto lo screening cervicale, mentre gli altri accertamenti dipendono dalla storia clinica del paziente.
| Età o condizione | Tipo di controllo |
| Prima dei 25 anni | Nelle persone asintomatiche non è previsto uno screening cervicale di routine. Eventuali disturbi richiedono una valutazione diagnostica. |
| Tra 25 e 29 anni | Generalmente viene proposto il Pap test ogni tre anni. Alcuni programmi regionali applicano criteri differenti per le donne vaccinate precocemente contro l’HPV. |
| Tra 30 e 64 anni | In genere viene offerto l’HPV test ogni cinque anni. Se il test rileva un’infezione ad alto rischio, il programma stabilisce gli approfondimenti necessari. |
| Dopo i 64 anni | La necessità di proseguire con i controlli dipende dai risultati precedenti, dalla presenza della cervice e da eventuali alterazioni già trattate. |
| A qualsiasi età in caso di rischio elevato | Il ginecologo può indicare controlli anticipati, più frequenti o differenti rispetto al programma ordinario. |
L’Istituto Superiore di Sanità suggerisce l'esecuzione di un Pap test ogni tre anni nelle fasce più giovani e l’HPV test ogni cinque anni generalmente dai 30 anni fino ai 64. Il calendario deve essere personalizzato in presenza di:
- Precedenti lesioni cervicali o risultati anomali;
- Infezione da HIV o altre condizioni che riducono le difese immunitarie;
- Precedente tumore ginecologico;
- Familiarità per tumori ovarici, mammari, uterini o del colon;
- Varianti genetiche ereditarie, come BRCA o sindrome di Lynch;
- Isterectomia totale o subtotale;
- Sintomi nuovi o persistenti.
La vaccinazione contro l’HPV riduce il rischio, ma non elimina la necessità di aderire allo screening previsto per la propria fascia di età. Anche dopo i 64 anni non bisogna interrompere autonomamente i controlli: la decisione deve considerare gli esami precedenti e il rischio individuale.
Qual è la differenza tra screening, visita e check-up ginecologico?
Screening, visita e check-up ginecologico non sono sinonimi. Rispondono a esigenze differenti e non devono essere utilizzati come termini intercambiabili.
| Percorso | Caratteristiche principali |
| Screening ginecologico | Si rivolge a persone senza sintomi appartenenti a una determinata fascia di età o categoria di rischio. Utilizza test validati e prevede intervalli definiti. |
| Visita ginecologica | È una valutazione medica personalizzata. Può essere utile per la prevenzione, per analizzare un disturbo o per seguire una patologia già conosciuta. |
| Check-up ginecologico | Riunisce più controlli nello stesso percorso, la cui composizione può cambiare in base al centro, all’età e alle esigenze della paziente. |
Lo screening coincide, dunque, con la ricerca di una malattia in una persona che non presenta sintomi. Se sono già comparsi dolore, sanguinamenti o perdite insolite, il medico avvia invece un percorso diagnostico.
Una visita ginecologica non comprende automaticamente Pap test, HPV test o ecografia. Il ginecologo decide quali esami proporre dopo aver valutato sintomi, controlli precedenti, familiarità, farmaci, contraccezione e fase della vita.
Anche un check-up ginecologico con molti esami non è garanzia di un percorso di prevenzione più efficace. Aggiungere controlli non indicati può produrre risultati dubbi, falsi positivi e ulteriori procedure. Il percorso più appropriato è quello costruito sull’età e sul rischio individuale.
Cosa può individuare lo screening ginecologico e quali sono i suoi limiti?
Lo screening ginecologico può individuare un’infezione da HPV ad alto rischio e alterazioni cellulari che potrebbero evolvere nel tempo. Consente quindi di intervenire prima che si sviluppi un tumore invasivo. Non esiste, però, un unico esame capace di escludere tutte le patologie ginecologiche. Lo screening:
- Non garantisce che una malattia non compaia dopo un risultato negativo;
- Può produrre falsi positivi che richiedono ulteriori accertamenti;
- Non è sufficiente, da solo, per diagnosticare un tumore;
- Non sostituisce la valutazione di sintomi nuovi;
- Non controlla automaticamente ovaie, endometrio, vulva e vagina.
Lo studio britannico UKCTOCS, pubblicato su The Lancet, una delle principali riviste scientifiche internazionali, ha seguito oltre 200.000 donne per più di 16 anni. Sebbene uno dei percorsi valutati avesse individuato più tumori ovarici in fase iniziale, questo anticipo diagnostico non si è tradotto in una diminuzione significativa dei decessi.
UChicago Medicine, il sistema sanitario accademico dell’University of Chicago, ha pubblicato una lunga intervista dedicata alla prevenzione dei tumori ginecologici. Tra gli specialisti è intervenuta anche la dottoressa Nita Lee, oncologa ginecologica. A proposito dei tumori dell’utero e dei segnali da non trascurare, la specialista afferma: «Dopo la menopausa, sanguinamenti o perdite irregolari sono segnali critici. Agire su questi sintomi può permettere di individuare presto un tumore uterino. Non vanno ignorati».
L’oncologa sottolinea inoltre l’importanza di comunicare al medico sintomi nuovi o persistenti come gonfiore addominale, pressione pelvica, dolore, perdite insolite e cambiamenti della pelle vulvare. Queste manifestazioni richiedono una valutazione diagnostica personalizzata.
I Centers for Disease Control and Prevention, l’agenzia federale statunitense che si occupa di salute pubblica, hanno pubblicato la testimonianza di Tiffany, madre di due figlie e sopravvissuta a un tumore ovarico.
Nel marzo 2013 Tiffany iniziò a notare gonfiore addominale e un aumento di peso senza una causa evidente. Consultò diversi medici e si sottopose a esami del sangue, radiografia ed endoscopia digestiva. I controlli non rilevarono anomalie capaci di spiegare i suoi disturbi.
I sintomi, però, continuarono. Dopo un episodio di vomito improvviso, Tiffany si rivolse a un altro gastroenterologo. Il medico esaminò l’addome e prescrisse una TC. L’esame portò alla diagnosi di tumore ovarico.
Tiffany venne affidata a un oncologo ginecologico e affrontò un’isterectomia radicale seguita da sei cicli di chemioterapia, conclusi nel novembre 2013. Ricordando la reazione alla diagnosi, Tiffany racconta: «Non ho mai avuto un Pap test anomalo. Imparate a riconoscere i sintomi del tumore ovarico. Ascoltate il vostro corpo».
I CDC precisano che il Pap test serve a individuare alterazioni della cervice uterina: non controlla le ovaie e non esclude gli altri tumori ginecologici. La storia di Tiffany mostra quindi perché gonfiore persistente, aumento della circonferenza addominale, dolore pelvico o cambiamenti insoliti non debbano essere ignorati, anche in caso di screening precedenti nella norma.
Screening ginecologico gratuito o privato: costi e modalità di accesso
In Italia è possibile effettuare i controlli attraverso i programmi del Servizio Sanitario Nazionale oppure rivolgendosi a una struttura privata. Le due modalità possono integrarsi, purché gli esami vengano scelti in base all’età e al rischio individuale.
Le donne appartenenti alle fasce indicate dal Ministero della Salute ricevono generalmente un invito dalla propria ASL per eseguire gratuitamente Pap test o HPV test. Il percorso comprende anche gli eventuali approfondimenti da svolgere in caso di esito positivo.
L'opzione della sanità privata rappresentano una risorsa importante quando:
- Non è ancora arrivato l’invito dell’ASL;
- Si desiderano tempi di accesso più brevi;
- È necessario scegliere uno specialista di fiducia;
- Sono presenti sintomi che richiedono una visita ginecologica;
- Esistono precedenti risultati anomali o particolari fattori di rischio.
Di seguito una stima indicativa dei costi:
| Prestazione privata | Costo indicativo |
| Pap test | Circa 30-60 euro |
| HPV test | Circa 50-100 euro |
| Visita ginecologica con Pap test | Circa 100-150 euro |
| Visita ginecologica con HPV test | Circa 120-180 euro |
| Check-up con visita ed esami aggiuntivi | Generalmente da 140 a 220 euro |
I prezzi possono cambiare in base alla città, alla struttura e agli esami inclusi.
Attraverso il sito di prenotazioni mediche online EccellenzaMedica.it è possibile richiedere informazioni e prenotare visite, test o check-up ginecologici presso strutture d'eccellenza selezionate in diverse città italiane.
Domande frequenti
Lo screening ginecologico è doloroso?
Generalmente no. Pap test e HPV test possono provocare un leggero fastidio, ma il prelievo dura pochi minuti.
Cosa non fare prima di uno screening ginecologico?
Se sono previsti Pap test o HPV test, nelle 24-48 ore precedenti è meglio evitare rapporti vaginali, lavande, ovuli, creme e tamponi. Se possibile, bisogna fissare il prelievo lontano dalle mestruazioni.
Quanto dura un appuntamento di screening ginecologico?
Il prelievo cervicale richiede pochi minuti. Un appuntamento con visita ed eventuali altri controlli dura generalmente tra 20 e 30 minuti.
Quanto tempo occorre per ricevere i risultati?
In genere occorrono da due a quattro settimane. I tempi possono cambiare in base al laboratorio e al programma regionale.
Si possono effettuare tutti i controlli nello stesso giorno?
Spesso sì. Visita, ecografia e prelievo cervicale possono essere eseguiti nello stesso appuntamento, mentre i risultati di laboratorio e gli eventuali approfondimenti arrivano successivamente.
Lo screening ginecologico può essere eseguito durante la gravidanza?
Sì, Pap test e HPV test possono essere eseguiti in gravidanza quando indicati. Bisogna informare il professionista: lo screening di routine può essere rinviato, mentre sintomi o precedenti risultati anomali richiedono una valutazione specifica.
Chi non ha mai avuto rapporti sessuali deve sottoporsi allo screening?
L’assenza di rapporti penetrativi non esclude automaticamente lo screening, perché l’HPV può trasmettersi anche attraverso contatti genitali. Se non vi è mai stato alcun contatto sessuale, il rischio è molto basso e la decisione va concordata con il ginecologo.
Dopo un’isterectomia bisogna continuare a fare gli screening?
Dipende dal tipo di intervento. Dopo un’isterectomia totale con rimozione della cervice, eseguita per una condizione benigna, generalmente lo screening cervicale termina; se la cervice è rimasta o vi sono precedenti lesioni, i controlli possono continuare.
La spirale contraccettiva può interferire con gli esami?
Generalmente no. Pap test e HPV test possono essere eseguiti con la spirale inserita, ma bisogna avvisare il professionista affinché presti attenzione ai fili del dispositivo.
Esistono test di screening ginecologico da eseguire a casa?
Esistono kit per l’autoprelievo vaginale destinati alla ricerca dell’HPV. Non sostituiscono il Pap test, la visita o l’ecografia e devono utilizzare test validati all’interno di un percorso sanitario.
Fonti e bibliografia
- Osservatorionazionalescreening.it/content/la-diffusione-degli-screening-oncologici-italia-nel-2025;
- Uspreventiveservicestaskforce.org/uspstf/recommendation/ovarian-cancer-screening;
- Cancer.gov/types/uterine/patient/endometrial-screening-pdq;
- Epicentro.iss.it/passi/dati/ScreeningCervicale;
- Menon U, Gentry-Maharaj A, Burnell M et al. Ovarian cancer population screening and mortality after long-term follow-up in the UK Collaborative Trial of Ovarian Cancer Screening (UKCTOCS): a randomised controlled trial. The Lancet, 2021; 397, 2182-2193;
- Uchicagomedicine.org/cancer/types-treatments/gynecologic-cancers/prevention;
- Cdc.gov/ovarian-cancer/stories/tiffany.html.

