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Prevenzione tumori: come prevenire il cancro?


Cos'è la prevenzione oncologica?


La prevenzione oncologica comprende tutte le azioni utili a ridurre la probabilità di sviluppare un tumore, diagnosticarlo precocemente oppure limitarne le conseguenze e il rischio di recidiva. Non coincide quindi soltanto con gli screening, ma comprende anche stili di vita, vaccinazioni, protezione dalle sostanze cancerogene e controlli personalizzati.


Prevenire non significa azzerare il rischio. Tuttavia, una recente analisi condotta dall’OMS e dall’IARC stima che circa il 38% dei nuovi casi diagnosticati nel mondo nel 2022, pari a 7,1 milioni di tumori, fosse associato a cause prevenibili.


Lo ha spiegato anche la Dott.ssa Huma Q. Rana, direttrice clinica del programma Cancer Genetics and Prevention del Dana-Farber Cancer Institute e professoressa associata alla Harvard Medical School.


"Quello che dico ai miei pazienti - spiega la dott.ssa Rana - è che si può fare tutto nel modo giusto e comunque sviluppare un cancro, il che è un peccato. Ci sono diverse cose che non possiamo modificare. Il fattore di rischio più importante per il cancro è l'età. Più si invecchia, più aumentano i rischi, e non possiamo tornare indietro nel tempo. Non possiamo modificare la nostra età. Al momento, non possiamo modificare i nostri geni, anche se in futuro potremmo esserne in grado. Per le donne, non possiamo modificare l'età del primo ciclo mestruale o dell'inizio della menopausa. Credo che sia proprio per questo che è importante prestare la dovuta attenzione a tutti i fattori di rischio che possiamo modificare".


come prevenire i tumori


Quali sono i tre tipi di prevenzione oncologica?


La prevenzione oncologica si divide in tre livelli, differenti per obiettivi e destinatari:


Tipo di prevenzioneObiettivo e principali strumenti
Prevenzione primariaRidurre la probabilità che il tumore si sviluppi, intervenendo sui fattori di rischio: fumo, alcol, sovrappeso, sedentarietà, raggi UV, infezioni ed esposizione a sostanze cancerogene. Comprende anche le vaccinazioni contro HPV ed epatite B.
Prevenzione secondariaIndividuare lesioni precancerose o tumori in fase iniziale nelle persone senza sintomi, attraverso i programmi di screening.
Prevenzione terziariaLimitare complicanze, conseguenze e rischio di recidiva nelle persone che hanno già ricevuto una diagnosi, mediante terapie, controlli periodici, riabilitazione e stili di vita adeguati.


I tre livelli non si escludono a vicenda. Una persona che ha già ricevuto un trattamento per un tumore, per esempio, può seguire il programma di follow-up previsto dalla prevenzione terziaria e contemporaneamente adottare comportamenti di prevenzione primaria. Gli screening, invece, appartengono principalmente alla prevenzione secondaria. Non impediscono la formazione del tumore ma possono consentire di scoprirlo prima.


Cosa si può fare per prevenire i tumori?


Per prevenire i tumori è necessario intervenire sui fattori di rischio modificabili e aderire alle misure preventive raccomandate. La quinta edizione del Codice europeo contro il cancro, elaborata da oltre 60 esperti sulla base delle più recenti evidenze scientifiche, identifica le principali raccomandazioni.


AmbitoCosa si può fare
TabaccoNon fumare, non utilizzare prodotti a base di tabacco o sigarette elettroniche e mantenere casa e automobile libere dal fumo passivo.
Peso e movimentoPrevenire o gestire sovrappeso e obesità, svolgere attività fisica ogni giorno e limitare il tempo trascorso seduti.
Alimentazione e alcolSeguire un’alimentazione prevalentemente vegetale ed evitare le bevande alcoliche.
InfezioniVaccinarsi contro HPV ed epatite B e sottoporsi, quando indicato, a test e trattamenti per infezioni come epatite B e C, HIV ed Helicobacter pylori.
Sole e ambienteProteggersi dai raggi UV, non utilizzare lettini solari e ridurre, per quanto possibile, l’esposizione a inquinamento atmosferico e radon.
Luogo di lavoroInformarsi sulla presenza di sostanze cancerogene e rispettare le misure di sicurezza previste.
Protezione sanitariaPartecipare ai programmi di screening e valutare con il medico eventuali controlli personalizzati.


Per le donne, il Codice europeo consiglia anche l’allattamento al seno, quando possibile, e raccomanda di valutare attentamente con il medico benefici e rischi della terapia ormonale sostitutiva, limitandone la durata qualora si decida di utilizzarla.


La prevenzione, però, non dipende esclusivamente dalle scelte individuali: qualità dell’aria, sicurezza sul lavoro, disponibilità delle vaccinazioni e accesso agli screening richiedono anche interventi sanitari e governativi. Nessuna singola misura garantisce al 100% la non insorgenza dei tumori, ma mettendo in atto un numero elevato di comportamenti protettivi è possibile abbassare il rischio complessivo.


Che esami si fanno per prevenire i tumori?


Non esiste un unico esame capace di prevenire o individuare precocemente tutti i tumori. I controlli da effettuare vanno scelti considerando età, sesso, storia familiare, abitudini, eventuali esposizioni e condizioni personali di rischio.


SituazioneControlli indicati
Persone senza sintomi e con rischio medioProgrammi di screening raccomandati per quella specifica fascia d'età
Persone con rischio superiore alla mediaSorveglianza personalizzata, talvolta anticipata o più frequente, stabilita dallo specialista.
Presenza di sintomi sospettiNon più screening bensì esami diagnostici specifici
Precedente diagnosi di tumoreControlli di follow-up programmati in base alla malattia e alle cure ricevute.


Un test di screening non formula una diagnosi, ma individua le persone che potrebbero aver bisogno di ulteriori accertamenti. Affinché vengano raccomandati alla popolazione è fondamentale che i benefici associati ai test siano maggiori rispetto ai possibili rischi, come falsi positivi, falsi negativi o sovradiagnosi.


Le comuni analisi del sangue, i marcatori tumorali, le ecografie generiche e la TAC o la risonanza magnetica total body non costituiscono un check-up oncologico valido per tutte le persone sane. Anche i nuovi test del sangue per la ricerca simultanea di più tumori sono ancora oggetto di studio e non sostituiscono gli screening di comprovata efficacia.


Screening e controlli comuni a uomini e donne


Lo screening del tumore del colon-retto è il principale programma organizzato rivolto sia agli uomini sia alle donne. La scelta è giustificata dalla frequenza della malattia: nel 2024 sono state stimate in Italia 48.706 nuove diagnosi, di cui 27.473 negli uomini e 21.233 nelle donne.


Il Servizio Sanitario Nazionale offre la possibilità di effettuare il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci ogni due anni alle persone tra 50 e 69 anni, con estensione fino a 74 anni in alcune Regioni. Se il risultato è positivo, viene proposta come esame di approfondimento una colonscopia. La positività non indica necessariamente la presenza di un tumore; la colonscopia può però individuare e rimuovere eventuali polipi prima che si trasformino in lesioni maligne.


Un altro controllo potenzialmente rivolto a entrambi i sessi è lo screening del tumore del polmone mediante TC a basso dosaggio, ma esclusivamente per persone con un rischio elevato, generalmente legato a età e storia di fumo. Il Codice europeo contro il cancro lo raccomanda indicativamente tra 55 e 74 anni nell’ambito di programmi organizzati. In Italia è stato sperimentato attraverso programmi dedicati come la Rete Italiana Screening Polmonare, ma non rappresenta un esame di routine per tutta la popolazione.


Per gli altri tumori non esistono controlli periodici validi indistintamente per tutti gli uomini e tutte le donne. Gli eventuali esami devono essere stabiliti dal medico in presenza di sintomi, familiarità, esposizioni professionali o altri specifici fattori di rischio.


Controlli da fare per gli uomini


Oltre agli screening comuni già descritti, il principale controllo oncologico specifico per gli uomini riguarda il tumore della prostata. In Italia non è ancora attivo un programma nazionale organizzato rivolto a tutta la popolazione maschile: il dosaggio del PSA deve essere valutato con il medico.


Profilo di rischioQuando valutare il PSA
Rischio medioA partire dai 50 anni
Familiare di primo grado con tumore della prostata o origine africanaA partire dai 45 anni
Mutazione ereditaria BRCA2A partire dai 40 anni


Queste età indicano quando discutere con il medico l’opportunità di iniziare la diagnosi precoce, non la necessità di eseguire automaticamente il PSA ogni anno. Un valore elevato non implica necessariamente la presenza di un tumore, piuttosto rappresenta uno sprone ad approfondire la situazione attraverso un check-up della prostata che potrebbe comprendere:


  • Ripetizione del test;
  • Visita urologica;
  • Risonanza magnetica;
  • Biopsia.


L’importanza di adattare i controlli al rischio individuale emerge anche dalla storia di Joe, pubblicata nel 2025 dal National Cancer Institute statunitense. La presenza di numerosi casi di tumore nella sua famiglia lo aveva spinto a sottoporsi nel 2003 a un test genetico, dal quale era emersa una mutazione di BRCA2, associata negli uomini anche a un maggiore rischio di tumore della prostata.


Nel 2019 Joe partecipò a uno studio dell’NCI sulla diagnosi precoce nelle persone con mutazioni ereditarie ad alto rischio. Una risonanza magnetica multiparametrica individuò una piccola lesione, successivamente confermata come un tumore aggressivo ma ancora confinato alla prostata.


"Sono rimasto sbalordito dalla precisione della tecnica di biopsia utilizzata dal NCI - racconta Joe - . Il cancro può essere ovunque nella prostata e può sfuggire a una biopsia tradizionale, che prevede il prelievo di campioni da diverse aree casuali. Ma nel mio caso, grazie alla risonanza multiparametrica, sapevamo esattamente dove si trovava il mio piccolo tumore".


La sua storia dovrebbe indurre a una riflessione non tanto rispetto all'impiego della risonanza multiparametrica come test di screening in tutte le persone sane. Piuttosto è la dimostrazione di come la conoscenza di una mutazione ereditaria possa portare a un percorso di sorveglianza specifico e consentire una diagnosi precoce.


Per il tumore del testicolo non esiste uno screening di popolazione raccomandato agli uomini asintomatici. La comparsa di un nodulo, un aumento di volume o un cambiamento nella consistenza di un testicolo rende, però, altamente consigliabile una valutazione medica tempestiva.


Controlli da fare per le donne


Oltre agli screening comuni a entrambi i sessi, per le donne sono previsti due programmi organizzati dal Servizio Sanitario Nazionale:



ScreeningA chi è rivolto e frequenza
MammografiaOgni due anni tra 50 e 69 anni. Alcune Regioni hanno esteso il programma alle donne tra 45 e 74 anni, con intervalli che possono variare in base all’età.
Pap testGeneralmente ogni tre anni tra 25 e 29 anni.
Test HPVGeneralmente ogni cinque anni tra 30 e 64 anni. Nelle donne vaccinate contro l’HPV prima dei 15 anni, alcuni programmi prevedono l’ingresso nello screening direttamente a 30 anni.


La mammografia può individuare lesioni mammarie non ancora palpabili, mentre Pap test e test HPV consentono di riconoscere alterazioni del collo dell’utero prima che evolvano in un tumore. Fasce d’età e modalità d’invito possono differire tra le Regioni, perciò è utile verificare le indicazioni della propria ASL.


Per il tumore dell’ovaio e quello dell’endometrio non esistono, invece, programmi di screening raccomandati alle donne asintomatiche con rischio medio. Visita ginecologica, ecografia transvaginale e dosaggio del CA-125 non devono essere considerati sostituti degli screening validati. In presenza di sintomi, forte familiarità o mutazioni ereditarie, i controlli devono essere personalizzati dallo specialista.


Come cambia la prevenzione in caso di familiarità con il tumore?


La presenza di uno o più familiari con un tumore non significa necessariamente aver ereditato una mutazione genetica. La familiarità può dipendere anche dalla frequenza della malattia, da abitudini condivise o da fattori ambientali. Alcune caratteristiche possono, però, indicare una possibile predisposizione ereditaria:


Segnale da riferire al medicoEsempio
Diagnosi in giovane etàTumore del colon-retto prima dei 50 anni
Più familiari colpitiDiversi parenti stretti con lo stesso tumore o tumori correlati
Più tumori nella stessa personaTumori distinti oppure lesioni in entrambi gli organi pari
Tumori associati a sindromi ereditarieTumore ovarico, mammario maschile o specifiche combinazioni familiari
Mutazione già identificata in famigliaVarianti patogenetiche come BRCA1, BRCA2 o quelle associate alla sindrome di Lynch


In questi casi il medico potrebbe proporre una consulenza oncogenetica, durante la quale vengono ricostruite la storia personale e quella familiare del paziente e viene valutata l’utilità di un test genetico. Il test non dovrebbe essere scelto autonomamente: un risultato positivo, negativo o incerto può avere significati differenti e conseguenze anche per i familiari.


In presenza di un rischio superiore alla media, potrebbe essere necessario avviare prima i controlli, eseguirli più frequentemente o effettuare esami specifici. In alcune sindromi ereditarie possono essere valutate anche terapie preventive o interventi per ridurre il rischio. Il programma deve essere personalizzato dallo specialista: la familiarità, da sola, non giustifica l’esecuzione indiscriminata di test genetici o esami diagnostici.


Cosa bisogna mangiare per prevenire il cancro?


Non esiste un singolo alimento capace di prevenire il cancro. Le evidenze sostengono piuttosto un modello alimentare, simile alla dieta mediterranea, basato prevalentemente su alimenti vegetali, vari e poco lavorati.


Alimenti consigliatiIndicazioni pratiche
Verdura e fruttaConsumare varietà diverse, preferibilmente di stagione. Il World Cancer Research Fund consiglia almeno cinque porzioni al giorno, pari complessivamente a circa 400 grammi.
Cereali integraliPreferire pane, pasta, riso e altri cereali integrali, come avena e orzo, alle rispettive versioni raffinate.
LegumiInserire regolarmente fagioli, lenticchie, ceci e piselli, fonti di fibre e proteine vegetali.
Frutta secca e semiConsumare noci, mandorle, nocciole e semi nelle quantità compatibili con il proprio fabbisogno energetico.


Il World Cancer Research Fund suggerisce di assumere attraverso gli alimenti almeno 30 grammi di fibre al giorno. Le evidenze più solide riguardano il tumore del colon-retto: cereali integrali e alimenti ricchi di fibre contribuiscono a ridurne il rischio.


Conta però il regime alimentare nel suo complesso, non il consumo occasionale di un determinato cibo. Non esistono “superalimenti”, diete anticancro o integratori che possano sostituire un’alimentazione varia ed equilibrata.


Quali alimenti e comportamenti bisogna evitare?


Per ridurre il rischio oncologico è consigliabile evitare o limitare alimenti, abitudini ed esposizioni associati allo sviluppo dei tumori o all’aumento di peso.


Alimenti/comportamenti da evitareIndicazione
Carni lavorateEvitare o consumare il meno possibile salumi, salsicce, wurstel, bacon e altre carni conservate mediante salatura, affumicatura o lavorazioni simili.
Carni rosseLimitarne il consumo. Il World Cancer Research Fund indica come riferimento massimo circa 350-500 grammi alla settimana di carne cotta.
Alimenti ultra-processatiLimitare soprattutto prodotti molto calorici e ricchi di grassi, zuccheri o sale, come snack, dolci industriali e alcuni cibi pronti.
Bevande zuccherateConsumare prevalentemente acqua e bevande non zuccherate, poiché quelle zuccherate favoriscono l’aumento di peso.
AlcolPer la prevenzione oncologica, la scelta più sicura è non bere: anche piccole quantità possono aumentare il rischio legato ad alcuni tumori.
TabaccoNon fumare né utilizzare altri prodotti del tabacco ed evitare, per quanto possibile, il fumo passivo.
SedentarietàRidurre il tempo trascorso seduti e svolgere regolarmente attività fisica.
Raggi UVEvitare scottature, esposizione solare eccessiva e lettini abbronzanti; utilizzare una protezione adeguata.


Domande frequenti


Bere molta acqua può prevenire i tumori?


No. Bere acqua è importante ai fini di una corretta idratazione, ma non esistono prove che un consumo abbondante prevenga direttamente i tumori.


Quanti tumori si possono prevenire?


Circa 4 casi di tumore su 10 sono associati a fattori di rischio prevenibili o modificabili.


Quali sono i tumori che si possono prevenire?


È possibile ridurre il rischio di molti tumori, tra cui quelli del polmone, dello stomaco, del collo dell’utero, del fegato, del colon-retto e della pelle. Nessun tumore, però, è prevenibile con certezza assoluta.


Quanto è probabile ammalarsi di cancro?


Nell’Unione europea si stima che sviluppino un tumore nel corso della vita circa un uomo su due e una donna su tre. Il rischio aumenta soprattutto con l’età.


Come prevenire una recidiva di tumore?


Non sempre è possibile evitarla. È fondamentale seguire le terapie e i controlli prescritti, non fumare, limitare l’alcol, mantenere un peso adeguato, svolgere attività fisica e seguire un’alimentazione equilibrata.


La clorofilla può prevenire il tumore?


No. Non esistono prove sufficienti che la clorofilla o i suoi integratori prevengano il cancro. Verdure e alimenti vegetali restano consigliati nell’ambito di una dieta equilibrata.


Perché ci si può ammalare di tumore anche conducendo una vita sana?


Perché incidono anche fattori non modificabili, come età, predisposizione genetica, mutazioni casuali ed esposizioni ambientali. Uno stile di vita sano riduce il rischio, ma non lo azzera.


Quale medico bisogna consultare per la prevenzione dei tumori?


Il primo riferimento è il medico di medicina generale. In base al rischio è possibile essere indirizzati verso uno specialista, un centro di prevenzione o una consulenza oncogenetica.


Qual è il fattore di rischio oncologico più importante?


Il tabacco è il principale fattore di rischio oncologico prevenibile e la maggiore causa evitabile di tumori a livello mondiale.


Esiste un check-up capace di individuare tutti i tumori?


No. Non esiste un check up oncologico universale: screening ed esami devono essere scelti in base a età, sesso, sintomi, familiarità e fattori di rischio.


Fonti e bibliografia


  • Cancer-code-europe.iarc.who.int/it/pagina-iniziale/;
  • Iris.who.int/server/api/core/bitstreams/b3922afd-3ff9-4bf3-9254-fa6b3f2b6023/content;
  • Aiom.it/wp-content/uploads/2025/12/2025_NDC_web.pdf;
  • Salute.gov.it/new/it/tema/tumori-e-screening/screening-il-cancro-del-colon-retto/;
  • Uroweb.org/guidelines/prostate-cancer/chapter/diagnostic-evaluation;
  • Cancer.gov/about-cancer/causes-prevention/genetics/genetic-testing-fact-sheet;
  • Wcrf.org/research-policy/evidence-for-our-recommendations/wholegrains-veg-fruit-beans/;
  • Dana-farber.org/health-library/cancer-mythbusters-cancer-genetics-prevention;
  • Cancer.gov/research/participate/stories/brca2-men-prostate-clinical-trial.

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